giovedì 22 gennaio 2009

Inter, vittoria da semifinale

MILANO, 21 gennaio 2009 - L’Inter va avanti in Coppa Italiabattendo la Roma al Meazza (2-1) grazie ai gol di Adriano e Ibrahimovic. Per i giallorossi, che escono a testa alta e con qualche recriminazione, la rete del temporaneo 1-1 è di Taddei. Partita combattuta fino all’ultimo minuto, come da consuetudine per un duello che ha assegnati i trofei delle ultime quattro stagioni.

GREEN POWER - Indirettamente o no, Mourinho lancia un segnale ai detrattori della sua linea conservativa del gruppo titolare schierando Davide Santon, classe ’91, uno che insieme a Bolzoni (visto più volte all’opera nell’era Mancini) avrebbe bisogno di spazio per mettersi alla prova. Il ragazzo indossa scarpe verdi, simili a quelle di Adriano. E come l’Imperatore, al secondo centro consecutivo in Coppa Italia, non delude affatto le aspettative.

PASTICCIO - L’atteggiamento dell’Inter, ancora un po’ insicura nella parte difensiva, è piuttosto aggressivo. La bufera scoppiata dopo lo sciagurato pomeriggio di Bergamo ha evidentemente creato l’effetto desiderato da Mourinho. C’è da dire che la Roma dà una mano all’avversaria, aprendo il campo per demeriti propri. Spalletti, che aveva affiancato Vucinic a Baptista con Taddei a coprire le avanzate di Cicinho, viene infatti fregato dai difensori. Più precisamente da Riise e Juan, che si scontrano come due pivelli lasciando ad Adriano lo spazio necessario a infilare l’1-0 dopo nemmeno 10 minuti.

TRIPLA CHANCE - Al di là dell’episodio legato alla caduta di Vucinic in area (niente rigore per Orsato), questa saga di Coppa conferma il suo equilibrio nei valori. Ancora una volta la squadra che incassa il gol racimola subito le forze per ribattere. La palla buona capita prima a Perrotta, poco preciso sull’assist di Cicinho, e poi a Brighi, fermato da Toldo con una parata determinante. E se vogliamo anche a Baptista, inguardabile nel suo "liscio" in area tentando la battuta al volo.

DEKI SUL LEGNO - La crescita della Roma non è costante, perché l’Inter è in grado di costruire altre due occasioni pulite con Stankovic e Ibrahimovic nel solo primo tempo. Artur, il sostituto di Doni, rischia di brutto specialmente sulla combinazione ad alto coefficiente di difficoltà tra Maicon (passaggio "folle" tra tre difensori) e Deki (girata al volo di destro respinta dalla traversa). Ma il portiere è bravissimo quando Zlatan lo costringe al salto mortale all’indietro per allontanare il pericolo.

LO SCAMBIO - Il confronto che per quattro anni consecutivi ha assegnato la Coppa Italia risulta gradevole anche quando in ballo c’è "solo" l’accesso alle semifinali. Come due pugili su un ring, la Roma affonda i colpi a inizio ripresa con l’Inter che risponde immediatamente. L’1-1 è di Taddei (15’ s.t.), un destro violento nato da uno slalom di Brighi in area, curiosamente firmato dall’uomo che poco prima stava per lasciare il campo per l’ingresso di Pizarro. Il 2-1 è di Ibrahimovic, un saggio di coordinazione straordinaria più vicino alle arti marziali che al calcio, con un giallo: la posizione di Samuel che dà il via all’azione, è di fuorigioco.

ZLATAN SHOW - Lo svedese, che domenica contro la Samp resterà in tribuna per squalifica, è in serata di grazia: già prima di segnare aveva scaldato il Meazza (poco più di 26mila gli spettatori) con una volée da applausi, poi, dopo il quindicesimo centro stagionale, Ibra chiede il rigore per un intervento di Riise, giudicato corretto dall’arbitro.

ASSALTO - La caccia giallorossa al 2-2 è poco fortunata. Toldo salva sul diagonale di Pizarro a una ventina di minuti dalla fine. Aquilani gira sul fondo un pallone impazzito nell’area nerazzurra. La competizione diventa scontro fisico quando Ibrahimovic e Mexes, seguiti da Perrotta e Cambiasso, entrano in collisione, per fortuna senza conseguenze. La Roma si arrende, con onore. L’Inter resta in corsa su tre fronti, allontanando le nuvole nel modo migliore. Il 4 marzo, giusto in mezzo alla doppia sfida di Champions contro il Manchester United, la prima semifinale contro la Sampdoria.

Articolo tratto da www.gazzetta.it

mercoledì 14 gennaio 2009

Coppa Italia: Inter avanti

Dopo il pareggio in campionato contro il Cagliari, l'Inter torna alla vittoria in coppa Italia battendo il Genoa per 3-1 dopo 120 minuti di gioco.
Partita bella con i nerazzurri sempre padroni del campo e spesso pericolosi in fase offensiva. Episodio chiave al ventesimo del primo tempo quando Biava viene giustamente espulso e Adriano fallisce il rigore del vataggio (penalty inesistente, fallo fuori area). Nella ripresa Inter ancora vicina al goal con Adriano (2 volte), Crespo e capitan Zanetti. Genoa comunque molto ordinato nonostante l'inferiorità numerica. Al 75esimo minuto ecco il goal di Adriano: gran stacco di testa e meritata rete per il brasiliano autore di una prestazione positiva (speriamo non sia il solito caso isolato). Sembra finita, e invece arriva come una fulmine a ciel sereno la magia di Marco Rossi che piazza una gran destro sotto l'incrocio. Toldo può solo guardare.
Si va ai supplementari e la storia non cambia: sempre Inter. A decidere la partita ci pensa Ibra (subentrato ad Adriano nel finale regolamentare)che prima con un gran destro respinto male da Scarpi permette a Cambiasso di insaccare il 2-1, e poi si inventa una magia delle sue per il definitivo 3-1 finale. Inter ai quarti di coppa Italia.


Ecco il terzo goal dell'Inter, targato Zlatan Ibrahimovic

venerdì 2 gennaio 2009

Top 10 di questo 2008


Il 2008 ci saluta, vediamo quali sono stati i dieci giocatori che hanno fatto la differenza. Sicuramente al primo posto non può mancare Cristiano Ronaldo: vincitore della Champions, della Premier, del mondiale per club e del pallone d'oro (fra poco arriverà anche il Fifa World Player). 42 goal stagionali, numeri mostruosi. I due rigori sbagliati rispettivamente in semifinale e finale di Champions, uniti all'Europeo deludente, non possono toglierli lo scettro di "Re del 2008".
Al secondo posto Lionel Messi. Ha vinto "soltanto" la medaglia d'oro olimpica, eppure lo troviamo nelle primissime posizioni. Questo dimostra le incredibili potenzialità dell'argentino, spesso accostato alla Leggenda Maradona. Con il Barça la stagione non è stata esaltante, però lui si è dimostrato un pericolo continuo. Nella semifinale di Champions ha vinto ai punti lo scontro diretto contro Cristiano Ronaldo, anche se alla fine è stato il portoghese ad esultare per la conquista del trofeo. Messi non impiegherà molto a rifarsi, il futuro è suo.
Ai piedi del podio Iker Casillas, capitano della Spagna campione d'Europa. Liga e appunto europeo in questo 2008, per lui davvero speciale. L'unica delusione rappresenta l'eliminazione dalla Champions contro la Roma. Per il resto si conferma uno dei migliori tre portieri in circolazione.
Al quarto posto Fernando Torres, bomber del Liverpool. Goal decisivo nella finale europea contro la Germania, oltre ad una valanga di reti tra Premier e Champions. Proprio la grande competizione europea per club rappresenta il suo grande rimpianto vista come è maturata l'eliminazione contro il Chelsea. Ha molto tempo per rifarsi, è giovane. Le potenzialità ci sono, può diventare uno dei migliori senza problemi.
Quinto Zlatan Ibrahimovic. Posizione che poteva essere molto più alta se non fossero arrivate le delusioni in ambito europeo. In campionato con l'Inter è stato mostruoso: 17 goal e doppietta nell'ultima giornata contro il Parma, decisiva per la conquista del tricolore. Questo 2009 dev'essere per lui l'anno della svolta, vogliamo Champions e pallone d'oro. Ibra siamo con te!!
Sesto posto per Xavi: miglior giocatore della Spagna campione, un centrocampista raro da trovare. Sicuramente uno dei migliori nel suo ruolo, bravo sia in fase di interdizione che di impostazione del gioco. Il Barça può stare tranquillo con lui.
Settimo Alex Del Piero. Capocannoniere in serie A, miglior marcatore (in Italia) nell'anno solare, goal di pregevole fattura in Champions e uscita dal Bernabeu con standing ovation dopo la doppietta al Real. A 34 anni sembra proprio un ragazzino, con quella voglia di rimettersi in discussione e una professionalità che solo lui possiede. Alex lo voglio vedere ai mondiali 2010, sono sicuro che raggiungerà anche questo obiettivo.
Ottavo Wayne Rooney: spesso decisivo in Premier, ha raggiunto la maturazione completa in questo 2008. Miglior giocatore del mondiale per club (dove ha segnato la rete decisiva in finale), si candida a diventare uno dei migliori attaccanti del mondo.
Nono Frank Lampard: ha accarezzato la Champions, alla fine è fuggita via. Le sue prestazioni però rimangono, e non ho problemi nell'affermare che con la conquista dell'alloro europeo avrebbe ambito al pallone d'oro.
Decimo Steven Gerrard: il capitano che non si arrende mai. Il suo Liverpool ha sfiorato la terza finale di Champions in sei anni (chiedere a Riise il perchè), lui come sempre trascina la squadra nei momenti difficili. Il posto nella top ten lo merita.

Ricapitolando, ecco la mia personale classifica:
1) Cristiano Ronaldo
2) Messi
3) Casillas
4) Torres
5) Ibrahimovic
6) Xavi
7) Del Piero
8) Rooney
9) Lampard
10)Gerrard